Prestito Vitalizio

Prestito Vitalizio
Il prestito vitalizio è un prestito di tipo ipotecario, che non presenta rate mensili ed è destinato a persone fisiche aventi un'età superiore ai 65 anni e una proprietà immobiliare residenziale.

La sua nascita si ebbe in Gran Bretagna nel 1999, con una rapida espansione a livello mondiale; in Italia fu introdotto nel 2005 con la legge 248, che recita testualmente:

“l prestito vitalizio ipotecario ha per oggetto la concessione da parte di aziende ed istituti di credito nonché da parte di intermediari finanziari, di cui all'articolo 106 del testo unico di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, di finanziamenti a medio e lungo termine con capitalizzazione annuale di interessi e spese, e rimborso integrale in unica soluzione alla scadenza, assistiti da ipoteca di primo grado su immobili residenziali, riservati a persone fisiche con età superiore ai 65 anni compiuti."

Il prestito vitalizio è dunque un prestito in cui grava un'ipoteca di primo grado su un immobile residenziale; non sono previste rate e tutte le spese ed i rimborsi vengono restituiti alla morte del titolare proprietario dell'immobile. Il rimborso è dunque a carico degli eredi, a meno che il richiedente non paghi volontariamente tutto il debito in un periodo di tempo precedente alla morte.

Il prestito vitalizio ipotecario è compreso tra un minimo di 15% ed un massimo del 50% del valore dell'immobile, che viene stabilito attraverso una precisa perizia tecnica, fornita poi all'istituto di credito che elargisce il prestito.

Al massimo, il debito può essere estinto dagli eredi entro i 12 mesi successivi alla morte del richiedente.

Il prestito vitalizio non è concesso per gli immobili presenti in questa lista:

Rustici e immobili non residenziali
Immobili in zone ad elevato rischio sismico, a meno di idonea copertura assicurativa
Immobili gravati da vincoli artistici, paesistici o idrogeologici o senza concessione edilizia
Immobili edificati su zone concesse dai comuni ex legge 167/1962
Immobili gravati di ipoteca, fatta salva l'ipotesi di cancellazione dell'ipoteca preesistente

Ovviamente, a seguito dell'ipoteca di primo grado iscritta nell'immobile, questo non potrà essere venduto, modificato o ceduto in affitto.

Se gli eredi del richiedente non si trovano nella possibilità di pagare il debito, l'Istituto di credito si potrà avvalere dello stesso immobile, diventandone proprietario. Insieme alla cifra concessa, il saldo finale del debito dovrà comprendere anche le spese accessorie e i tassi di interesse maturati.